Vieni, manca solo l’epidemia di vaiolo e poi siamo al completo o dello sguardo sereno e ficcante sul mondo contemporaneo
"Si annaspa oggi in un trapasso confuso, detrno una mutazione che è anzitutto economica: i nuovi "rapporti di proprietà" che producono nuove forme di dipendenza; la fine del lavoro che lascia un tempo libero riempito in modi sempre più isterici e angosciosi: la politica spettacolo e la cultura-spettacolo (le notti bianche!) e il chiasso come ossessione, affinché ci si abitui a non pensare e ci si lasci addormentare dalla pubblicità, nells sue mille e onnipresenti forme; la perdita di senso di qualsiasi ipotesi utopistica e progettuale, collettiva e di lunga scadenza, e cioè di qualcosa che dia un senso all’esistenza del singolo che non sia di era sopravvivenza; il sentimento soggiacente di non contare nulla, la perdita di senso dell’esperienza, la traversata confusa da un passato che non viene più elaborato versoun futuro le cui forme collettive non si riesce più a ipotizzare (continua…)
Goffredo Fofi, il domenicale, 30-4-2006, pag.40
Interessante… io però non mi sento compartecipe di questa realtà catastrofica.
mi sa che il titolo però dava al tutto una connotazione ironica…
MMaccosè, qquesto, un comunista di mmerda?!? Comunque U. Eco scriveva “Apocalittici e integrati” nel lontano ’64… Emmi viene in mente P. Citati, che U. Eco già lì elegantem. sbeffeggiava e del cui l’estratto casuale di qualsiasi articolo potrebbe stare benissimo al posto di questo con lo stesso esilarante effetto…